Le idee di marketing che funzionano per una piccola impresa sono quasi sempre semplici, e la cosa più importante è l'ordine in cui le metti in pratica. Prima si sistema la base, cioè un messaggio chiaro e contatti facili da trovare, poi si lavora per farsi trovare da chi cerca già, poi sui clienti che hai, poi per farti conoscere da chi non ti conosce e solo alla fine sulla pubblicità. Se le fai in quest'ordine, ogni azione aiuta quella dopo invece di sprecare tempo e soldi.
Questa lista nasce dalla guida al marketing per piccole imprese, dove trovi il ragionamento completo sulle priorità. Qui lo trasformiamo in venti azioni pratiche, ognuna con quanto tempo ti serve per partire e quanto costa, così puoi scegliere da dove cominciare in base a quello che hai.
Le prime quattro azioni sistemano la base e vanno fatte prima di tutto il resto. Dalla quinta all'ottava ti fanno trovare da chi cerca quello che offri, dalla nona alla dodicesima lavorano sui clienti che hai già, dalla tredicesima alla sedicesima ti fanno conoscere in zona. La pubblicità arriva con la diciassettesima e la diciottesima, e le ultime due servono a capire cosa tenere e cosa lasciare.
Perché l'ordine conta più delle idee
Online trovi decine di liste di idee di marketing, e quasi tutte mettono sullo stesso piano il volantino, il video su TikTok e la campagna su Google. Il problema è che una piccola attività non può fare tutto, e se parte dall'idea più divertente invece che da quella più utile rischia di spendere mesi senza vedere un cliente in più.
Pensa a una campagna pubblicitaria che porta persone su un sito confuso, senza prezzi e con il numero di telefono nascosto in fondo alla pagina. Paghi ogni clic e perdi quasi tutte le persone che arrivano. Se prima sistemi il sito e la scheda su Google, la stessa campagna rende molto di più. È per questo che le azioni qui sotto sono in fila, e ti conviene seguirle in quest'ordine anche se alcune ti sembrano meno interessanti.
Le 20 azioni in una tabella
I tempi e i costi sono indicativi e pensati per un'attività piccola, con una persona che dedica al marketing qualche ora a settimana.
| Azione | Per partire | Costo |
|---|---|---|
| 1. Una frase che dice cosa offri e a chi | Un'ora | Nessuno |
| 2. Chiedi ai clienti perché ti hanno scelto | Una settimana di domande | Nessuno |
| 3. Contatti facili da trovare e da usare | Un'ora | Nessuno |
| 4. Una pagina per ogni servizio | 2 o 3 ore a pagina | Nessuno se il sito c'è già |
| 5. Profilo dell'attività su Google completo | 2 o 3 ore | Nessuno |
| 6. Un sistema per chiedere recensioni | Un'ora | Nessuno |
| 7. Le risposte alle domande dei clienti sul sito | 3 o 4 ore a contenuto | Nessuno |
| 8. Dati uguali su tutte le piattaforme | 2 ore | Nessuno |
| 9. Una lista di contatti con il consenso | 2 ore | Gratis o pochi euro al mese |
| 10. Un messaggio dopo ogni acquisto | Un'ora | Nessuno |
| 11. Un invito a portare un amico | 2 ore | Il valore del premio |
| 12. Richiamare i clienti che non tornano | 2 ore | Nessuno |
| 13. Collaborazioni con attività vicine | Qualche incontro | Nessuno |
| 14. Un evento o una dimostrazione | Una giornata | Basso |
| 15. Un solo social, con un formato sostenibile | 2 o 3 ore a settimana | Nessuno |
| 16. Giornali locali e associazioni | Qualche email | Nessuno |
| 17. Una campagna su Google per un servizio | Mezza giornata | Budget pubblicitario |
| 18. Una campagna social su un solo problema | Mezza giornata | Budget pubblicitario |
| 19. Chiedere a tutti come ti hanno trovato | Mezz'ora | Nessuno |
| 20. Una revisione al mese | Un'ora al mese | Nessuno |
Prima di tutto, la base
Queste quattro azioni non portano clienti da sole, però fanno funzionare meglio tutto quello che viene dopo. Se le salti, ogni altra idea della lista rende la metà.
1. Scrivi in una frase cosa offri e a chi
Prova a completare una frase come "aiuto chi ha questo problema a ottenere questo risultato, in questa zona". Se non ci riesci, chi ti guarda per pochi secondi su Google o su Instagram non capirà cosa fai. La frase va usata ovunque, nella scheda su Google, nella prima riga del sito, nella descrizione dei social e quando ti presenti di persona.
2. Chiedi ai clienti perché ti hanno scelto
Per una settimana chiedi a ogni cliente cosa l'ha convinto a venire da te e cosa temeva prima di decidere. Le risposte ti danno le parole da usare nei tuoi messaggi, che quasi sempre sono diverse da quelle che useresti tu. Spesso scopri che le persone scelgono per un motivo che non avevi mai messo in evidenza, come la puntualità, il parcheggio o la possibilità di pagare a rate.
3. Rendi i contatti facili da trovare e da usare
Il numero di telefono deve essere cliccabile da telefono, gli orari aggiornati e il modo per scriverti visibile senza scorrere. Se molti clienti ti contattano su WhatsApp, metti il link diretto. Sembra banale, eppure è una delle cause più comuni di contatti persi, perché chi non trova subito come chiamarti passa al risultato successivo.
4. Crea una pagina per ogni servizio
Una pagina che parla solo di un servizio, con prezzi indicativi, zona servita, come funziona, foto vere e domande frequenti, convince molto più di un elenco di voci in una pagina generica. Ti serve anche per comparire su Google quando qualcuno cerca proprio quel servizio, come spiega la guida alla SEO per piccole imprese.
Farti trovare da chi ti sta già cercando
Chi cerca su Google un servizio nella sua zona ha già deciso di comprarlo e sta solo scegliendo da chi. Secondo l'Istat, nel 2024 il 48,2% delle persone che usano internet ha cercato in rete informazioni su merci o servizi, quindi è il pubblico più facile da convincere e conviene lavorarci prima degli altri.
5. Completa il Profilo dell'attività su Google
È la scheda che compare sulla mappa quando qualcuno cerca un'attività in zona. Google spiega che per i risultati locali contano pertinenza, distanza e prominenza, quindi scegli la categoria giusta, compila servizi e orari, carica foto vere e aggiornale ogni tanto. Per molte attività locali è l'azione che porta più contatti in rapporto al tempo che chiede.
6. Prepara un sistema per chiedere le recensioni
Le recensioni arrivano quando le chiedi nel momento giusto, cioè subito dopo un lavoro andato bene. Prepara il link diretto alla tua scheda e mandalo con un messaggio breve, oppure stampalo su un biglietto con un QR code da lasciare al cliente. Rispondi a tutte, anche a quelle negative, con calma e con i fatti. Le regole da rispettare e gli esempi di risposta sono nella guida alle recensioni Google.
7. Rispondi sul sito alle domande che ti fanno
Ogni domanda che ti fanno al telefono o al banco è una ricerca che qualcuno sta facendo su Google. Quanto costa, quanto ci vuole, cosa conviene scegliere tra due soluzioni. Annotale per qualche settimana e trasforma le più frequenti in contenuti sul sito, uno al mese. Ti portano visite da Google e ti fanno risparmiare tempo, perché puoi mandare il link a chi ti fa la stessa domanda.
8. Tieni gli stessi dati su tutte le piattaforme
Nome, indirizzo, telefono e orari devono essere identici sul sito, sulla scheda Google, sui social, su Pagine Gialle, TripAdvisor o sulle piattaforme del tuo settore. Quando i dati non coincidono, i clienti chiamano numeri vecchi e vanno a indirizzi sbagliati. Dedica un paio d'ore a cercare il nome della tua attività e a correggere tutto quello che trovi. Come compilare la scheda campo per campo è spiegato nella guida a Google Business Profile.
Non sai da quale partire? Cinque domande, nessuna email.
Il test Da dove partire ti dice qual è la priorità della tua attività in questo momento, così sai su quale di queste azioni mettere il tempo che hai.
Fai il test gratuitoLavora sui clienti che hai già
Un cliente che ha già comprato da te è la persona più facile da far tornare ed è anche quella più credibile quando parla di te ad altri. Sono azioni che costano poco e che quasi tutte le piccole attività trascurano.
9. Costruisci una lista di contatti con il consenso
Può essere una newsletter o una lista broadcast su WhatsApp, l'importante è che ci siano persone che ti hanno detto di sì. Per mandare comunicazioni promozionali via email serve di regola il consenso di chi le riceve, come spiega il Garante privacy nelle sue linee guida contro lo spam. Chiedilo al banco, sul sito o dopo un acquisto, spiegando cosa riceverà la persona e ogni quanto. Come gestire liste e consenso è spiegato nella guida a WhatsApp Business per piccole imprese. Per un negozio un buon primo messaggio è la data dei saldi invernali 2027. Come scegliere lo strumento e cosa inviare è spiegato nella guida all'email marketing per piccole imprese.
10. Manda un messaggio dopo ogni acquisto
Un messaggio qualche giorno dopo per chiedere se va tutto bene fa sentire il cliente seguito, ti permette di risolvere un problema prima che diventi una recensione negativa ed è il momento perfetto per chiedere una recensione positiva. Prepara un testo base e personalizzalo con il nome e il lavoro fatto.
11. Invita i clienti a portare un amico
Il passaparola funziona anche da solo, ma funziona di più se lo rendi facile. Un piccolo vantaggio per chi porta un amico e uno per l'amico che arriva, spiegato con un biglietto o un messaggio, trasforma i clienti soddisfatti in persone che ti consigliano di proposito. Scegli un premio che ti costa poco e che il cliente apprezza, come un servizio in più o uno sconto sul prossimo acquisto. Se il premio va a tutti quelli che portano un amico si tratta di un'operazione a premio, e le regole sono nella guida ai concorsi a premio.
12. Richiama i clienti che non tornano da tempo
Se hai un gestionale, un registro o anche solo le fatture, cerca chi non torna da sei mesi o da un anno e mandagli un messaggio con un motivo per tornare, come una novità, un controllo periodico o un'offerta riservata. Molti non sono passati alla concorrenza, si sono solo dimenticati di te.
Farti conoscere da chi non ti conosce
Quando la base è solida e chi ti cerca ti trova, puoi lavorare per farti scoprire da persone nuove. Qui le idee sono tante, e conviene scegliere quelle che sfruttano i rapporti che hai già nella tua zona.
13. Collabora con attività vicine e complementari
Un fiorista e un fotografo di matrimoni, una palestra e un nutrizionista, un'officina e un gommista hanno clienti in comune senza farsi concorrenza. Potete consigliarvi a vicenda, lasciare i biglietti da visita uno nel negozio dell'altro o preparare un'offerta insieme. Costa solo qualche incontro e porta clienti già predisposti, perché arrivano su consiglio di qualcuno di cui si fidano.
14. Organizza un evento o una dimostrazione
Una serata di degustazione, un laboratorio per bambini, una dimostrazione di un prodotto o una mattina di consulenze gratuite portano in negozio persone che non sarebbero mai entrate. Funziona meglio se lo fai insieme a un'altra attività della zona e se lo racconti prima e dopo sui tuoi canali.
15. Scegli un solo social e un formato che puoi sostenere
Un social seguito con costanza ti porta più clienti di quattro profili aperti e poi abbandonati. Scegli quello dove i tuoi clienti guardano quando devono decidere e un formato che riesci a produrre senza fatica, come le foto dei lavori fatti o brevi video della tua giornata. Come fare questa scelta lo trovi nella guida su come scegliere i canali di marketing. Quale scegliere e quante ore servono è spiegato nella guida al social media marketing per piccole imprese.
16. Fatti conoscere da giornali locali e associazioni
Un'apertura, un anniversario, un progetto con una scuola o una raccolta fondi sono notizie per un giornale locale o per la pagina di un'associazione. Una mail breve con il fatto, due foto e un contatto basta. Oltre alla visibilità, un articolo online ti porta spesso anche un link al tuo sito, che aiuta Google a fidarsi di te. Se l'apertura è vicina, trovi cosa fare prima e dopo nella guida su come promuovere una nuova attività.
Altri canali per farti conoscere senza pagare spazi pubblicitari li trovi nella guida alla pubblicità gratuita per piccole imprese, e se lavori soprattutto in zona c'è un percorso completo nella guida su come promuovere un'attività locale.
La pubblicità, quando la base è pronta
La pubblicità accelera quello che funziona già. Se il sito convince e qualcuno risponde subito ai contatti, porta clienti in fretta, altrimenti ti fa solo pagare visite che vanno perse. Anche con un budget piccolo conviene partire stretti, su un servizio e su una zona, e allargare solo quando hai i numeri.
17. Una campagna su Google per un servizio preciso
Le campagne sulla rete di ricerca di Google ti mostrano a chi sta cercando proprio quello che offri, e paghi ogni clic sull'annuncio. Scegli il servizio con il margine più alto, limita la zona a quella in cui lavori e manda le persone sulla pagina di quel servizio. Quanto spendere e cosa aspettarti lo trovi nella guida su quanto costa Google Ads.
18. Una campagna social che parla di un solo problema
Sui social le persone non ti stanno cercando, quindi l'annuncio deve fermarle mostrando un problema che riconoscono e la soluzione che offri. Funziona molto meglio un annuncio verticale, che parla di una sola cosa a un pubblico circoscritto, di un annuncio che presenta tutta l'attività a tutti. Il budget piccolo in questo caso ti aiuta, perché ti obbliga a scegliere bene a chi parlare e in quale zona. Prima di partire calcola quanto puoi spendere per ogni contatto, come spiega la guida al costo per lead, e fai i conti con il calcolatore delle campagne, e per il quadro completo leggi la guida alla pubblicità per piccole imprese.
Misura e tieni quello che funziona
Le ultime due azioni servono a capire quali delle diciotto precedenti ti stanno portando clienti, così puoi mettere più tempo su quelle e smettere di fare le altre.
19. Chiedi a ogni nuovo cliente come ti ha trovato
È la misurazione più semplice e una delle più affidabili. Tieni un foglio con la data, il nome, il servizio richiesto, da dove arriva il contatto e com'è finita. Dopo tre mesi quel foglio ti dice quale canale porta clienti, quale porta solo domande e quale non porta niente.
20. Fai una revisione una volta al mese
Un'ora al mese per guardare il foglio dei contatti, le chiamate dalla scheda Google, le visite alle pagine servizio e i risultati delle campagne. Decidi cosa tenere, cosa migliorare e cosa sospendere, e scrivi le decisioni in un piano editoriale o in un semplice calendario. Senza questo passaggio le idee si accumulano e nessuna viene fatta fino in fondo.
Un esempio con un centro estetico
Facciamo un esempio inventato ma realistico. Un centro estetico in un paese di provincia lavora bene con le clienti abituali, ma ne arrivano poche di nuove e la titolare può dedicare al marketing due ore a settimana. Il percorso completo per questo tipo di attività è nella guida al marketing per centri estetici.
Nel primo mese riscrive la descrizione del centro partendo da quello che le clienti le dicono più spesso, cioè che si sentono ascoltate e che trovano sempre posto il sabato, rende cliccabili il telefono e WhatsApp e crea tre pagine sul sito per i trattamenti più richiesti, con i prezzi. Nel secondo mese completa la scheda su Google con foto vere e inizia a mandare il link per le recensioni dopo ogni appuntamento. Nel terzo mese apre una lista broadcast su WhatsApp con le clienti che accettano, manda un messaggio a chi non viene da sei mesi e si accorda con il parrucchiere della stessa via per consigliarsi a vicenda.
Solo a quel punto prova una piccola campagna su Instagram dedicata a un solo trattamento stagionale, rivolta alle donne dei paesi vicini. Ogni mese guarda il foglio dei contatti e scopre che la scheda Google e il parrucchiere portano più clienti di Instagram, quindi decide di metterci più tempo.
Gli errori da evitare
Il più comune è partire dalla pubblicità perché sembra la strada più veloce, quando il sito e la scheda non sono ancora pronti a ricevere le persone. Subito dopo c'è il fare tutto insieme, aprendo tre social, una newsletter e una campagna nello stesso mese e abbandonando quasi tutto dopo qualche settimana.
Un altro errore è copiare le idee delle grandi aziende, che hanno budget e squadre che una piccola attività non ha, invece di sfruttare il vantaggio che hai tu, cioè il rapporto diretto con i clienti e con la tua zona. L'ultimo è non misurare niente e decidere a sensazione, che porta a tenere le azioni più piacevoli invece di quelle che portano clienti.
Domande frequenti
Qual è la prima cosa da fare per il marketing di una piccola impresa?
Chiarire in una frase cosa offri e a chi, e rendere facili da trovare i contatti. Subito dopo conviene completare il Profilo dell'attività su Google e creare una pagina sul sito per ogni servizio principale.
Quali idee di marketing costano poco?
Il Profilo dell'attività su Google, la richiesta di recensioni, i messaggi ai clienti dopo l'acquisto, le collaborazioni con attività vicine e le risposte alle domande dei clienti sul sito. Costano soprattutto tempo e sono tra le azioni che rendono di più.
Quanto tempo serve per vedere risultati?
Le azioni sui clienti che hai già, come i messaggi e il passaparola, possono dare risultati in poche settimane. Quelle per farti trovare su Google di solito chiedono qualche mese, mentre la pubblicità porta contatti subito ma solo finché paghi.
Conviene fare pubblicità con un budget piccolo?
Sì, se la base è pronta e la campagna parla di un solo servizio a un pubblico circoscritto in una zona precisa. Con poco budget conviene restringere invece di allargare, e calcolare prima quanto puoi spendere per ogni contatto.
Come capisco quali idee funzionano?
Chiedi a ogni nuovo cliente come ti ha trovato e annotalo in un foglio. Dopo tre mesi vedi quali azioni portano clienti e puoi mettere lì il tuo tempo.
Da dove partire oggi
Se hai solo un'ora, scrivi la frase che dice cosa offri e a chi e controlla che i tuoi contatti siano facili da trovare. Se hai un pomeriggio, completa la scheda su Google e prepara il link per le recensioni. Poi procedi con calma lungo la lista, un'azione alla volta, e dopo ogni mese guarda il foglio dei contatti per capire dove mettere il tempo del mese successivo.
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- Istat, Cittadini e ICT, anno 2024
- Google, Suggerimenti per migliorare il posizionamento locale su Google
- Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam
- Google Ads, Costo per clic (CPC), definizione
Matteo Laudani lavora nel digital marketing dal 2015. È stato responsabile Ads in agenzia e oggi è consulente di lead generation B2B e B2C e formatore, con oltre 4.000 ore di formazione e più di 200 persone formate. Su StrategicamenteHub scrive guide pratiche per aiutare piccole imprese e professionisti a capire cosa fare prima, cosa rimandare e cosa ignorare.
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