La pubblicità gratuita che porta più risultati a una piccola impresa è quella che ti fa trovare da chi ti sta già cercando, quindi il Profilo dell'attività su Google, le recensioni, le mappe di Apple e Bing e WhatsApp Business. Subito dopo vengono le persone che ti conoscono già, cioè i clienti, il passaparola e le attività vicine alla tua, e solo alla fine i canali che servono a farti scoprire da chi non ti conosce, come i social e i contenuti sul sito. Nessuno di questi canali ti chiede soldi per lo spazio, però ognuno ti chiede tempo, ed è per questo che l'ordine conta più del canale.
Questa guida fa parte del percorso sulla pubblicità per piccole imprese, dove trovi i canali a pagamento, i costi e come calcolare il budget. Qui invece restiamo su tutto quello che puoi fare senza spendere, nell'ordine in cui conviene farlo se hai un negozio, uno studio, un ristorante o un'attività di servizi.
Parti dai posti in cui le persone ti cercano già, quindi scheda Google, recensioni, Apple Maps, Bing e WhatsApp Business. Quando questa parte è sistemata lavora su chi ti conosce, con le email ai clienti, il passaparola e le collaborazioni con le attività vicine. Social, gruppi locali, stampa e contenuti sul sito arrivano dopo, perché chiedono più tempo e più costanza. E a ogni nuovo cliente chiedi come ti ha trovato, perché è il modo più veloce per capire su quale canale vale la pena insistere.
I 12 modi in una tabella
I tempi che trovi qui sotto sono indicativi e pensati per una piccola attività con una sola sede. Se hai pochissimo tempo puoi fermarti ai primi quattro, che già da soli ti danno una buona base.
| Quando | Canale | Per chi | Per partire | Poi, ogni settimana |
|---|---|---|---|---|
| Subito | 1. Profilo dell'attività su Google | Chi ha clienti in zona | 2 o 3 ore | 15 minuti |
| Subito | 2. Recensioni Google | Tutti | 1 ora | 10 minuti |
| Subito | 3. Apple Business Connect e Bing Places | Chi ha una sede fisica | 1 ora | Quasi niente |
| Subito | 4. WhatsApp Business | Chi riceve richieste dirette | 1 ora | Il tempo delle risposte |
| Dopo | 5. Email ai clienti che hai già | Chi ha una lista di clienti | 2 ore | 1 ora al mese |
| Dopo | 6. Passaparola organizzato | Servizi e attività locali | 1 ora | Quasi niente |
| Dopo | 7. Collaborazioni con attività vicine | Attività locali | 2 o 3 ore | Dipende dagli accordi |
| Più avanti | 8. Instagram e Facebook | Chi ha qualcosa da mostrare | 2 ore | 1 o 2 ore |
| Più avanti | 9. Gruppi e community locali | Attività di quartiere | 30 minuti | 20 minuti |
| Più avanti | 10. Stampa ed eventi locali | Chi ha una novità vera da raccontare | 2 o 3 ore ogni volta | Solo quando serve |
| Più avanti | 11. Contenuti sul sito | Chi ha un sito | 3 o 4 ore ad articolo | Un articolo al mese |
| Più avanti | 12. Schede prodotto gratuite su Google | Chi vende prodotti online | Mezza giornata | Tenere aggiornati prezzi e disponibilità |
Prima di tutto fatti trovare da chi ti sta già cercando
Chi scrive su Google "idraulico vicino a me" o "pizzeria aperta adesso" ha già deciso che ha bisogno di quel servizio e sta solo scegliendo a chi rivolgersi. Se in quel momento la tua attività compare con informazioni complete e qualche recensione recente, hai già fatto più pubblicità di quanta ne faresti con un mese di post. Per bar e ristoranti c'è una guida dedicata su come promuovere un locale.
1. Il Profilo dell'attività su Google
È la scheda che compare su Google Maps e nei risultati di ricerca quando qualcuno cerca il nome della tua attività oppure quello che offri nella tua zona. È gratuito e molto spesso è la prima cosa che un cliente vede di te, prima ancora del sito. Come compilarla bene è spiegato nella guida a Google Business Profile.
La prima cosa da curare è la categoria principale, che deve essere precisa, per esempio "Studio dentistico" e non un generico "Salute", perché è una delle informazioni che Google usa per decidere quando mostrarti. Poi gli orari, da tenere sempre aggiornati anche nei festivi e nei periodi di chiusura, perché un cliente che trova chiuso quando sulla scheda c'era scritto aperto difficilmente ci riprova. Aggiungi i servizi o i prodotti con un'indicazione di prezzo, così chi sta confrontando più attività trova subito le risposte, e carica foto vere dell'ingresso, dell'interno, del lavoro finito e delle persone che ci lavorano. Ogni volta che c'è una novità, che sia un orario estivo, un servizio nuovo o un evento, pubblicala anche lì.
Google spiega che per i risultati locali tiene conto di tre fattori, la pertinenza, la distanza e la prominenza. Sulla distanza non puoi farci niente, sugli altri due sì, con una scheda completa e con recensioni che arrivano con costanza. Se vuoi sapere quante persone arrivano sul sito partendo dalla scheda, trovi i passaggi nella guida per collegare il Profilo dell'attività a GA4.
2. Le recensioni Google
Le recensioni aiutano chi sta scegliendo a fidarsi di te e allo stesso tempo contribuiscono alla prominenza della scheda. Per averne con regolarità l'unico sistema che funziona è chiederle sempre, a tutti i clienti e nello stesso momento, per esempio quando consegni un lavoro o quando chiudi un servizio. Google ti dà un link e un codice QR da stampare in negozio, da mandare su WhatsApp o da mettere in fondo alle email.
Ci sono due cose che non devi fare, perché le norme di Google le vietano, cioè offrire sconti o regali in cambio di una recensione e chiederla solo ai clienti che sai essere soddisfatti. I modelli di messaggio già pronti e il modo giusto di rispondere anche alle recensioni negative li trovi nella guida alle recensioni Google.
3. Apple Business Connect e Bing Places
Non tutti usano Google Maps. Chi ha un iPhone apre spesso le Mappe di Apple, e la stessa scheda compare anche in Siri, Messaggi e Wallet. Con Apple Business Connect, che è gratuito, gestisci la scheda della tua attività su Mappe con foto, orari e pulsanti per chiamare o prenotare. Bing Places fa la stessa cosa per Bing e per i servizi che usano i suoi dati, e ti permette di importare la scheda che hai già su Google, così non devi rifare tutto da capo.
Parliamo di un'ora di lavoro da fare una volta sola. Il vantaggio più grande è la coerenza, perché avere nome, indirizzo e telefono identici ovunque evita schede doppie o con informazioni sbagliate.
4. WhatsApp Business
Tanti clienti preferiscono scrivere piuttosto che chiamare, e l'app WhatsApp Business è gratuita. Rispetto al WhatsApp normale ti dà un profilo con orari e indirizzo, un catalogo dei prodotti o dei servizi, le risposte rapide per le domande che ti fanno più spesso e un messaggio automatico per quando sei chiuso. La configurazione completa è nella guida a WhatsApp Business per piccole imprese.
Il numero va messo ovunque, sulla scheda Google, sul sito, sui biglietti da visita e in vetrina. E ricordati che la pubblicità migliore resta una risposta veloce, perché una richiesta lasciata senza risposta per due giorni è un cliente che va dal concorrente.
Non sai da quale partire? Cinque domande, nessuna email.
Il test Da dove partire ti dice qual è la priorità della tua attività in questo momento, così il tempo che hai lo metti sul canale che ti serve.
Fai il test gratuitoPoi lavora su chi ti conosce già
Un cliente che ha già comprato da te è la persona più facile da far tornare ed è anche quella più credibile quando parla di te ad altri. Sono canali gratuiti che quasi tutti trascurano.
5. Email ai clienti che hai già
Una lista di clienti è un canale tuo, che non dipende dagli algoritmi e che non ti costa a ogni invio. Ti bastano poche email all'anno fatte bene, per esempio una novità, un promemoria legato alla stagione o un consiglio utile su quello che hanno comprato. Per iniziare molti servizi di email marketing hanno un piano gratuito che basta e avanza. Un esempio è avvisare i clienti abituali della data dei saldi invernali 2027 nella tua regione.
Attenzione però al consenso. In Italia puoi scrivere ai tuoi clienti per proporre prodotti o servizi simili a quelli che hanno già acquistato, usando l'email che ti hanno lasciato durante la vendita, a patto di averli informati e di dare loro la possibilità di opporsi in qualsiasi momento. Lo prevede l'articolo 130, comma 4, del Codice privacy. Per tutti gli altri contatti serve un consenso esplicito.
6. Passaparola organizzato
Il passaparola funziona anche da solo, però funziona molto di più quando lo chiedi. Basta un programma semplice in cui chi ti porta un amico riceve qualcosa, e lo riceve anche l'amico, come un taglio gratis dopo tre presentazioni, una pulizia in omaggio o uno sconto sul prossimo intervento. Scrivilo su un cartoncino e dillo a voce alla fine di ogni lavoro andato bene, che è proprio il momento in cui il cliente è più contento.
7. Collaborazioni con attività vicine
Cerca attività che hanno i tuoi stessi clienti senza farti concorrenza, come la palestra e il nutrizionista, il fiorista e il fotografo di matrimoni, il bar e la libreria accanto. Potete consigliarvi a vicenda, scambiarvi materiale in vetrina, organizzare una serata insieme o creare un'offerta combinata. Ti costa una chiacchierata e in cambio raddoppi le persone che vedono la tua proposta.
Più avanti fatti scoprire da chi non ti conosce
Questi canali ti portano persone nuove, però chiedono più tempo e più costanza. Conviene attivarli quando i primi sette sono a posto, altrimenti chi ti scopre su Instagram va a cercarti su Google, trova orari sbagliati e nessuna recensione e finisce da un altro.
8. Instagram e Facebook, con un piano che riesci a tenere
Scegli un solo social, quello dove passano più tempo i tuoi clienti, e un ritmo che riesci a mantenere per mesi. Sono meglio due contenuti a settimana per un anno che un contenuto al giorno per tre settimane. Funziona bene mostrare il lavoro mentre lo fai, il prima e il dopo, le persone che lavorano con te e le risposte alle domande che ti fanno ogni giorno. Nella bio metti il link a WhatsApp o alla pagina per prenotare, non soltanto quello alla home del sito. Quale scegliere e quante ore servono è spiegato nella guida al social media marketing per piccole imprese.
9. Gruppi e community locali
Gruppi Facebook di quartiere, associazioni, parrocchie, scuole e circoli sportivi funzionano quando partecipi come persona e non come un volantino. Rispondi alle domande in cui sei competente, segnala gli eventi utili e parla della tua attività solo quando è pertinente e quando il regolamento del gruppo lo permette.
10. Stampa ed eventi locali
Giornali locali, siti di notizie della città e radio sono sempre alla ricerca di storie. Un'apertura, un anniversario, un servizio nuovo per la zona o un'iniziativa benefica possono diventare un articolo che non paghi. Scrivi un comunicato breve in cui spieghi chi sei, cosa succede, quando e dove, e perché dovrebbe interessare ai lettori, aggiungi un paio di foto fatte bene e mandalo alla redazione. Vale lo stesso per mercatini, fiere di paese e serate a tema, dove a volte la partecipazione si paga ma la visibilità che ne ricavi no. Se stai per aprire, il calendario delle prime settimane è nella guida su come promuovere una nuova attività. Un Black Friday organizzato con i negozi della via, come quello descritto nella guida al Black Friday per piccoli negozi, è una di queste storie.
11. Contenuti sul sito che rispondono alle domande dei clienti
Ogni domanda che ti fanno al telefono è una ricerca che qualcuno sta facendo su Google, che sia quanto costa rifare un bagno, ogni quanto va fatta la revisione della caldaia o che differenza c'è tra una pulizia e uno sbiancamento dei denti. Un articolo che risponde bene ti porta visite per anni senza pagare i clic, ma è anche il canale più lento a partire, perché servono mesi. Le basi le trovi nella guida al content marketing per principianti e, per la parte tecnica, in quella sulla SEO per principianti.
12. Schede prodotto gratuite su Google
Se vendi prodotti online, con Google Merchant Center puoi mostrarli gratis nella scheda Shopping, nei risultati di ricerca, in Google Immagini e in altri servizi di Google. Ti servono un account Merchant Center, un sito con le pagine prodotto e dati corretti su prezzo, disponibilità e spedizione. Google stesso precisa che la visibilità non è garantita e dipende dalla qualità dei dati che inserisci.
Come capire quale canale ti sta portando clienti
Con dodici canali a disposizione il rischio è fare un po' di tutto senza sapere cosa funziona, e per evitarlo bastano tre abitudini.
La prima è chiedere a ogni nuovo cliente come ti ha trovato e annotarlo su un foglio o nel gestionale. Dopo un paio di mesi avrai una classifica dei tuoi canali più affidabile di qualsiasi statistica. La seconda è guardare una volta al mese le statistiche del Profilo dell'attività, cioè chiamate, richieste di indicazioni stradali e clic verso il sito. La terza è usare un link diverso per ogni posto in cui lo pubblichi, per esempio uno per la bio di Instagram, uno per la firma delle email e uno per il QR in negozio, così vedi da dove arrivano le visite al sito.
Gli errori che ti fanno perdere tempo
- Aprire tutti i canali insieme e abbandonarli dopo un mese, perché un profilo fermo da un anno comunica un'attività ferma.
- Partire dai social quando la scheda Google è incompleta e non hai nemmeno una recensione.
- Avere orari, telefono o indirizzo diversi da un canale all'altro, che lasciano il cliente senza sapere a cosa credere.
- Scrivere a tutti i numeri e gli indirizzi in rubrica senza consenso, che oltre al rischio ottiene l'effetto contrario.
- Non rispondere a messaggi e recensioni, perché ogni canale gratuito funziona solo se dall'altra parte c'è qualcuno.
Un esempio pratico con una pizzeria di quartiere
Facciamo un esempio. Immagina una pizzeria con asporto e consegne, un titolare con poco tempo e nessun budget per la pubblicità, che può dedicare al marketing circa tre ore a settimana. Le prime otto settimane le organizzerei così.
Nelle prime due settimane si completa la scheda Google con menu, foto vere e orari delle consegne, si stampa il link per le recensioni sul cartone della pizza e si crea la stessa scheda su Apple e su Bing. Nella terza e nella quarta si attiva WhatsApp Business con il catalogo e le risposte rapide per orari e zone di consegna, e si mette il numero in vetrina e sui volantini che ci sono già. Nella quinta e nella sesta si prende accordo con la palestra e la scuola calcio della zona per una serata dedicata e si lancia il programma porta un amico per i clienti abituali. Nella settimana sette e otto si sceglie un solo social e si pubblicano due contenuti a settimana su impasto, forno e pizza del mese.
Alla fine di ogni mese il titolare guarda tre numeri, cioè le recensioni nuove, le chiamate arrivate dalla scheda Google e le risposte alla domanda "come ci hai conosciuto". Sono questi tre numeri a dirgli dove mettere il tempo il mese successivo.
Quando ha senso passare alla pubblicità a pagamento
I canali gratuiti hanno un limite, cioè crescono piano e dipendono tutti dal tuo tempo. La pubblicità a pagamento ha senso quando la scheda è completa, le recensioni arrivano con regolarità, riesci a rispondere in fretta e sai quanto vale per te un cliente. Arrivato a quel punto ogni euro che spendi lavora su una base che regge.
Un'azienda locale che lavora sia con altre aziende sia con i privati comunicava soltanto il prodotto. Le campagne erano stagionali e presentavano delle offerte, senza raccontare chi c'era dietro, come lavorava e quale problema risolveva per il cliente, e il sito era un ecommerce fatto male e incompleto.
Prima di toccare il budget sono state sistemate le basi. La comunicazione è stata ricostruita attorno all'identità dell'azienda, ai suoi processi e alla qualità, con il prodotto che arriva alla fine del racconto, e il sito è diventato chiaro e in grado di rispondere sia ai clienti locali sia a quelli nazionali, aziende e privati. Solo dopo sono partite le campagne, ognuna dedicata a una sola cosa, costruita su un problema reale e sulla sua soluzione e rivolta a un pubblico ristretto in una zona precisa.
Con un budget contenuto l'ultima campagna ha portato più di 100 contatti a 1,35 euro l'uno. Il budget basso non è stato un ostacolo, anzi ha aiutato a calibrare bene a chi arrivare e in quale zona. Come leggere questi numeri e passare dal costo per contatto al costo per cliente lo trovi nella guida al costo per lead.
Lo stesso principio vale anche per i canali gratuiti. Una descrizione della scheda Google, un messaggio su WhatsApp o un post che partono dal problema del cliente convincono molto più di un elenco di prodotti e offerte, e ti preparano per il momento in cui deciderai di investire.
Per capire quanto puoi spendere per ogni cliente puoi usare il calcolatore di campagne, lead e margine, mentre per scegliere canale e budget ti rimando alla guida sulla pubblicità per piccole imprese. Se invece ti serve un piano più ampio, con le priorità in ordine e un calendario di 90 giorni, leggi la guida al marketing per piccole imprese. Se preferisci partire da una lista di azioni pratiche, trovi le idee di marketing per piccole imprese in ordine di priorità.
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Fai il test gratuitoDomande frequenti
Come fare pubblicità gratis alla propria attività?
Parti dai canali in cui ti cercano già, quindi un Profilo dell'attività su Google completo, le recensioni chieste a ogni cliente, le schede su Apple Maps e Bing e WhatsApp Business. Poi lavora sui clienti che hai con le email, il passaparola e le collaborazioni con le attività vicine. Solo dopo dedica tempo ai social, ai gruppi locali e ai contenuti sul sito.
Qual è la pubblicità gratuita più efficace per un'attività locale?
Per la maggior parte delle attività locali è il Profilo dell'attività su Google con recensioni che arrivano con costanza, perché compare quando le persone cercano quello che offri nella tua zona e sono già pronte a scegliere.
La pubblicità sui social è gratuita?
Aprire una pagina e pubblicare contenuti è gratis, le sponsorizzazioni invece si pagano. Se non hai budget, la visibilità dipende dalla costanza e da quanto i tuoi contenuti sono utili o interessanti per chi ti segue.
Posso offrire uno sconto in cambio di una recensione?
No, le norme di Google vietano di offrire incentivi in cambio di recensioni e di chiederle solo ai clienti soddisfatti. Puoi invece chiederle a tutti e sempre, con un link o con un codice QR.
Quanto tempo serve per vedere risultati con la pubblicità gratuita?
La scheda Google e WhatsApp Business possono portarti contatti già nelle prime settimane, se le persone cercano quello che offri. Social e contenuti sul sito chiedono invece mesi di costanza, ed è per questo che conviene partire dai primi e aggiungere gli altri quando le basi sono a posto.
Da dove partire oggi
Se hai solo un pomeriggio, completa il Profilo dell'attività su Google e prepara il link per le recensioni. Se hai una settimana, aggiungi Apple, Bing e WhatsApp Business. Dal mese dopo lavora sui clienti che hai già e, solo quando tutto questo gira, scegli un social e portalo avanti con costanza.
La pubblicità gratuita non ti costa soldi ma ti costa tempo, e metterlo nell'ordine giusto è quello che ti fa vedere i risultati prima. Altri strumenti per farlo li trovi nelle risorse gratuite.
Fonti
- Google, Suggerimenti per migliorare il posizionamento locale su Google
- Google, Crea un link o un codice QR per richiedere recensioni
- Google, Contenuti vietati e con limitazioni
- Apple, Presentazione di Apple Business Connect
- Microsoft, Bing Places for Business
- WhatsApp, App WhatsApp Business
- Google Merchant Center, Schede senza costi per i prodotti
- Normattiva, Decreto legislativo 196 del 2003, articolo 130
Matteo Laudani lavora nel digital marketing dal 2015. È stato responsabile Ads in agenzia e oggi è consulente di lead generation B2B e B2C e formatore, con oltre 4.000 ore di formazione e più di 200 persone formate. Su StrategicamenteHub scrive guide pratiche per aiutare piccole imprese e professionisti a capire cosa fare prima, cosa rimandare e cosa ignorare.
Il marketing, finalmente in ordine.
