L'email marketing è l'invio di messaggi a persone che ti hanno dato il loro indirizzo e il permesso di scriverti. Per una piccola impresa vale soprattutto per un motivo, la lista è tua. Un post su Instagram lo vede chi l'algoritmo decide, un'email arriva a tutti gli iscritti. Per farla funzionare servono quattro cose, un consenso raccolto bene, un indirizzo con il tuo dominio configurato, pochi messaggi utili con un ritmo regolare e un modo per capire quali invii portano vendite o prenotazioni.
Molte piccole attività hanno già centinaia di indirizzi email, nei moduli del sito, nelle fatture, nelle prenotazioni o su un quaderno alla cassa. Quasi sempre restano fermi lì. Questa guida spiega come trasformarli in una lista che lavora, partendo dalle regole sul consenso, che in Italia sono precise e vanno rispettate dal primo invio.
Raccogli gli indirizzi con una casella per il consenso non già spuntata e conserva la prova di quando e come è stato dato. Ai clienti che ti hanno lasciato l'email durante un acquisto puoi scrivere anche senza consenso, ma solo per prodotti simili e con la possibilità di disiscriversi in ogni messaggio. Scegli uno strumento con piano gratuito, invia dal tuo dominio con SPF, DKIM e DMARC configurati e parti con un'email di benvenuto e una newsletter al mese. Guarda clic, disiscrizioni e vendite, e non fidarti del tasso di apertura.
Perché l'email serve a una piccola impresa
I social sono utili per farti conoscere da persone nuove. L'email serve a restare in contatto con chi ti conosce già, clienti, persone che hanno chiesto un preventivo, chi è passato in negozio una volta. Sono le persone più facili da convincere a tornare, e scriverle costa poco.
C'è anche una questione di controllo. Se domani un social cambia le regole o il profilo viene bloccato, perdi il pubblico che hai costruito. La lista di email resta nel tuo strumento e puoi esportarla quando vuoi. Per questo conviene costruirla accanto agli altri canali, come spiegato nella guida al social media marketing per piccole imprese.
Il consenso, cosa dice la legge
In Italia per inviare email promozionali serve il consenso preventivo della persona. Lo prevede il Codice privacy, che il Garante ha spiegato nelle sue linee guida sullo spam. Il consenso deve essere libero, specifico per il marketing e dimostrabile. Nel modulo serve quindi una casella dedicata e non già spuntata, separata da quella per l'informativa, e il tuo strumento deve registrare data, ora e pagina da cui è arrivata l'iscrizione.
Esiste un'eccezione che molte attività non conoscono, il cosiddetto soft spam. Se un cliente ti ha dato la sua email nel contesto di un acquisto, puoi scrivergli anche senza consenso per proporre prodotti o servizi simili a quelli che ha comprato. Valgono però alcune condizioni. Il cliente deve essere stato informato al momento dell'acquisto, non deve essersi opposto e in ogni email deve trovare un modo semplice e gratuito per non riceverne altre.
| Situazione | Puoi scrivere? | A quali condizioni |
|---|---|---|
| Iscrizione dal sito o in negozio con casella spuntata dalla persona | Sì | Consenso registrato e disiscrizione in ogni email |
| Cliente che ti ha lasciato l'email durante un acquisto | Sì, per prodotti simili | Informato all'acquisto, nessuna opposizione, disiscrizione in ogni email |
| Persona che ha chiesto solo un preventivo | Solo per rispondere | Per le promozioni serve il consenso |
| Indirizzi trovati online o liste comprate | No | Mancano il consenso e il rapporto con la persona |
| Biglietti da visita raccolti a una fiera | No, per le promozioni | Chiedi il consenso con un primo messaggio personale |
Il doppio consenso, cioè l'email di conferma che la persona deve cliccare dopo l'iscrizione, non è obbligatorio per legge. Lo consiglio lo stesso, perché ti dà una prova chiara del consenso e tiene fuori dalla lista indirizzi sbagliati o inventati.
Come raccogliere i contatti
Le persone lasciano l'email quando capiscono cosa ricevono in cambio. "Iscriviti alla newsletter" convince poco. Funziona meglio dire cosa arriva e ogni quanto, per esempio le date dei saldi un giorno prima degli altri, il calendario dei corsi del mese o un promemoria quando è ora del prossimo controllo.
I punti di raccolta più utili per un'attività locale sono quasi sempre questi. Un modulo breve sul sito, con nome, email e la casella del consenso. Un cartello con un codice QR alla cassa o al bancone, che porta allo stesso modulo. La domanda a voce durante il pagamento, con l'iscrizione fatta dal tablet del negozio. Il modulo di prenotazione, con una casella separata per le promozioni. Se usi già WhatsApp Business, puoi inviare il link al modulo a chi ti scrive.
Quale strumento scegliere
Per inviare email a una lista serve un servizio di email marketing. Gmail o Outlook personali non sono adatti, perché limitano gli invii, non gestiscono le disiscrizioni e mettono tutti gli indirizzi a rischio. Brevo, Mailchimp, MailerLite e altri hanno piani gratuiti o economici adatti a una piccola attività. Brevo, per esempio, nel piano gratuito permette fino a 300 email al giorno.
Più del prezzo conta che lo strumento faccia bene alcune cose di base. Prima di sceglierlo controlla questa lista.
| Cosa controllare | Perché conta |
|---|---|
| Moduli di iscrizione con doppio consenso | Ti dà la prova del consenso |
| Registro di data e origine dell'iscrizione | Serve se qualcuno contesta il consenso |
| Disiscrizione automatica in ogni email | È obbligatoria e la chiedono anche Gmail e Yahoo |
| Configurazione del tuo dominio | Fa arrivare le email nella posta in arrivo |
| Automazioni di base | Benvenuto e promemoria partono da soli |
| Server nell'Unione Europea o garanzie sul trasferimento dei dati | Semplifica la parte privacy |
| Esportazione della lista | Puoi cambiare strumento senza perdere i contatti |
Far arrivare le email nella posta in arrivo
Invia sempre da un indirizzo con il tuo dominio, come info@nomeattivita.it. Gmail e Yahoo dal febbraio 2024 chiedono a chi invia email in quantità di non usare indirizzi gratuiti come mittente, di autenticare il dominio, di inserire una disiscrizione con un clic e di tenere le segnalazioni di spam sotto lo 0,3%. Per chi supera 5.000 email al giorno verso i loro utenti è richiesto anche un record DMARC. Microsoft ha introdotto requisiti simili per Outlook e Hotmail dal maggio 2025.
In pratica devi aggiungere tre record nelle impostazioni del dominio, SPF, DKIM e DMARC. Lo strumento di email marketing ti dà i valori da copiare e chi gestisce il dominio, il tuo fornitore di hosting o chi ti ha fatto il sito, li inserisce in pochi minuti. Anche se invii poche email, conviene farlo subito.
Il resto dipende da come tratti la lista. Scrivi solo a chi ti ha dato il permesso, togli gli indirizzi che rimbalzano e, una volta all'anno, chiedi a chi non clicca da molti mesi se vuole restare iscritto. Una lista più piccola di persone interessate arriva meglio di una lista grande che ignora i messaggi.
Da dove partire con il tuo marketing? Scoprilo con il test.
Cinque domande per capire su quale area del marketing lavorare adesso, in base al tuo obiettivo e al tempo che hai. Non serve lasciare l'email.
Fai il testCosa inviare e ogni quanto
Per una piccola impresa bastano pochi tipi di email. Meglio una newsletter al mese che arriva sempre di una raffica di promozioni seguita da mesi di silenzio. Chi si iscrive deve ricevere quello che gli hai promesso nel modulo, con lo stesso ritmo.
| Quando | Cosa scrivere | |
|---|---|---|
| Benvenuto | Subito dopo l'iscrizione | Chi sei, cosa riceverà, eventuale vantaggio promesso |
| Newsletter | Una o due volte al mese | Una novità, un consiglio utile, un'offerta o un evento |
| Promozione di stagione | Saldi, Black Friday, feste, cambio di stagione | Date, condizioni e cosa trovano in negozio |
| Promemoria di servizio | Quando scade un controllo o un trattamento | Il servizio da rifare e il link per prenotare |
| Dopo l'acquisto | Qualche giorno dopo | Un consiglio d'uso e la richiesta di una recensione |
Le occasioni di stagione sono il momento in cui la lista rende di più. Per le date e le regole sugli sconti trovi le guide al Black Friday per piccoli negozi e ai saldi invernali 2027. La richiesta di recensione dopo l'acquisto va scritta con attenzione, come spiegato nella guida alle recensioni su Google.
Come scrivere un'email che viene letta
L'oggetto decide se l'email viene aperta. Scrivi cosa c'è dentro in poche parole, come "Saldi dal 3 gennaio, i clienti iscritti entrano il 2". Evita oggetti tutti in maiuscolo, punti esclamativi in fila e parole come gratis ripetute, che allontanano le persone e attirano i filtri antispam.
Il mittente deve essere riconoscibile, il nome dell'attività o il tuo nome con quello dell'attività. Nel testo tieni un solo messaggio principale e un solo pulsante, con frasi brevi e un'immagine leggera. Molte persone leggono dal telefono, quindi prima di inviare manda una prova a te stesso e guardala sullo smartphone.
Le automazioni che valgono la pena
Un'automazione è un'email che parte da sola quando succede qualcosa. Per una piccola attività bastano tre o quattro automazioni, impostate una volta e controllate ogni tanto.
La prima è il benvenuto, che arriva quando l'interesse è più alto. La seconda è il promemoria legato al servizio, per esempio dopo sei settimane per un parrucchiere o dopo un anno per un controllo della caldaia. La terza è la riattivazione, un messaggio a chi non compra da tempo con un motivo per tornare. Se hai un negozio online aggiungi il promemoria per il carrello abbandonato.
Cosa misurare dopo ogni invio
Il tasso di apertura è il numero più visibile e il meno affidabile. Dal 2021 Apple Mail può scaricare le email in anticipo per proteggere la privacy, e molte di queste risultano aperte anche quando nessuno le ha lette. Usalo solo per confrontare invii simili e guarda soprattutto gli altri numeri.
| Numero | Dove lo trovi | Cosa ti dice |
|---|---|---|
| Clic sui link | Report della campagna | Se il contenuto interessa |
| Disiscrizioni | Report della campagna | Se invii troppo spesso o cose poco utili |
| Segnalazioni di spam | Report della campagna | Se scrivi a chi non si aspetta le tue email |
| Rimbalzi | Report della campagna | Quanti indirizzi sono sbagliati o chiusi |
| Vendite e prenotazioni | Codice dedicato in negozio o UTM nei link | Se l'email porta clienti |
Per le vendite in negozio il modo più semplice è un codice o una frase da dire alla cassa, valido solo per gli iscritti. Per il sito aggiungi i parametri UTM ai link, così in Google Analytics vedi quante visite e richieste arrivano da ogni email. Se le richieste arrivano come contatti, puoi calcolare quanto ti costa ognuno con la guida al costo per lead.
Un esempio, un negozio di ottica
Prendiamo come esempio un negozio di ottica con un gestionale pieno di clienti e nessuna lista. Il titolare configura Brevo con il dominio del negozio e aggiunge alla scheda cliente una domanda per il consenso alle promozioni. Mette un QR alla cassa con la promessa "Ti avvisiamo quando è ora di rifare la vista e quando arrivano le nuove collezioni".
Ai clienti che hanno comprato occhiali negli ultimi anni e sono stati informati all'acquisto scrive solo per servizi simili, come il controllo annuale, con la disiscrizione in ogni messaggio. Imposta tre automazioni, il benvenuto, il promemoria del controllo dopo dodici mesi e il messaggio a chi ha comprato lenti a contatto quando la scorta sta finendo. Una volta al mese invia una newsletter con una novità e un consiglio.
Dopo tre mesi guarda quante prenotazioni sono arrivate dal link del promemoria e quanti clienti hanno usato il codice della newsletter in negozio. Se il promemoria funziona e la newsletter porta pochi clic, sposta il tempo sul promemoria e accorcia la newsletter.
Gli errori più comuni
Il primo è importare nello strumento tutti gli indirizzi raccolti negli anni e inviare una promozione a tutti. Molti non hanno dato il consenso, qualcuno segnala spam e lo strumento può sospendere l'account. Il secondo è scrivere solo quando c'è uno sconto, così la lista impara ad aspettare le offerte. Il terzo è inviare dal proprio indirizzo Gmail, con le email che finiscono nello spam.
Altri errori riguardano i dati. Non tenere traccia del consenso, nascondere il link per disiscriversi, giudicare gli invii solo dalle aperture. Sono errori che si correggono in un pomeriggio, prima di costruire il resto.
Domande frequenti
Posso inviare email promozionali ai miei clienti senza consenso?
Solo ai clienti che ti hanno dato l'email durante un acquisto, per proporre prodotti o servizi simili, se sono stati informati al momento della raccolta, non si sono opposti e trovano in ogni email un modo semplice per disiscriversi. Per tutti gli altri serve il consenso.
Quante email devo inviare al mese?
Per una piccola impresa una o due newsletter al mese, più le email automatiche come il benvenuto e i promemoria. Conta più la regolarità della frequenza, e deve corrispondere a quello che hai promesso nel modulo di iscrizione.
Posso comprare una lista di indirizzi email?
No. Le persone di una lista comprata non ti hanno dato il consenso, quindi scriverle viola le regole sulla privacy. In più le segnalazioni di spam danneggiano la consegna di tutte le tue email.
Quale strumento di email marketing conviene a una piccola impresa?
Uno con piano gratuito o economico che gestisca doppio consenso, disiscrizioni automatiche, dominio personalizzato e automazioni di base. Brevo, Mailchimp e MailerLite sono tra i più usati, e Brevo nel piano gratuito permette fino a 300 email al giorno.
Perché le mie email finiscono nello spam?
Le cause più frequenti sono l'invio da un indirizzo gratuito, il dominio senza SPF, DKIM e DMARC, una lista con indirizzi vecchi o senza consenso e oggetti scritti come pubblicità aggressiva. Si parte sistemando il dominio e pulendo la lista.
Da dove partire
Questa settimana scegli lo strumento, configura il dominio e prepara un modulo con la casella del consenso. Poi scrivi l'email di benvenuto e metti il QR alla cassa. Il mese prossimo invia la prima newsletter e guarda clic e disiscrizioni. Per capire su quale area lavorare dopo, il test gratuito ti aiuta a trovare la priorità.
Trova la tua priorità. Il test è gratuito.
Cinque domande per capire su quale area lavorare adesso, in base al tuo obiettivo e al tempo che hai. Non serve lasciare l'email.
Fai il testFonti
- Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam
- Osborne Clarke, Soft spam in Italia, l'articolo 130 comma 4 del Codice privacy
- Brevo, I requisiti di Gmail e Yahoo per i mittenti
- GetResponse, I nuovi requisiti di autenticazione di Microsoft
- Brevo, Apple Mail Privacy Protection e tasso di apertura
Matteo Laudani lavora nel digital marketing dal 2015. È stato responsabile Ads in agenzia e oggi è consulente di lead generation B2B e B2C e formatore, con oltre 4.000 ore di formazione e più di 200 persone formate. Su StrategicamenteHub scrive guide pratiche per aiutare piccole imprese e professionisti a capire cosa fare prima, cosa rimandare e cosa ignorare.
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