Google Search Console è lo strumento gratuito di Google che mostra con quali ricerche compare il tuo sito, in che posizione, quante persone cliccano e quali pagine Google non riesce a indicizzare. Per una piccola impresa bastano tre report, cioè Rendimento, Indicizzazione delle pagine e Controllo URL, e mezz'ora al mese per trovare le pagine quasi in prima pagina, le ricerche senza una pagina dedicata e gli errori che tengono fuori il sito da Google.
Molti siti di piccole attività hanno Search Console collegata e nessuno la apre. È un peccato, perché è l'unico posto dove Google dice in modo diretto cosa cercano le persone che vedono il tuo sito. Su questo sito, per esempio, il report di una settimana di ottobre ha mostrato che il calendario delle promozioni compariva in ottava posizione per "inizio saldi invernali 2027", ed è da lì che è nata la guida ai saldi invernali 2027. Questa guida parte dalla configurazione e arriva a una routine mensile. Se ti servono prima le basi, parti dalla guida alla SEO per piccole imprese.
Aggiungi il sito come proprietà Dominio e verifica con il record DNS. Invia la sitemap. Una volta al mese apri il report Rendimento sugli ultimi 28 giorni, ordina le ricerche per impressioni e cerca quelle tra la posizione 5 e la 20, poi le pagine con molte impressioni e pochi clic. Controlla il report sull'indicizzazione per gli errori nuovi e usa Controllo URL per ogni pagina nuova o modificata. Scrivi le decisioni in un foglio.
Cos'è Search Console e cosa non è
Search Console raccoglie i dati di Google sulla ricerca. Per ogni ricerca in cui il sito compare mostra le impressioni, cioè quante volte è stato visto nei risultati, i clic, la percentuale di clic e la posizione media. Mostra anche quali pagine Google ha indicizzato, quali no e perché, e se ci sono problemi di sicurezza o azioni manuali.
Non è uno strumento di analisi del traffico. Cosa fanno le persone dopo il clic, quanto restano e se ti contattano si vede in Google Analytics. Mostra solo le ricerche in cui il tuo sito è già comparso, senza i volumi di tutto il mercato. Per trovare parole nuove serve la ricerca delle parole da usare, spiegata nella guida alla keyword research per principianti.
Come collegare il sito
Search Console offre due tipi di proprietà. La proprietà Dominio comprende tutto il sito, con e senza www, http e https e i sottodomini, e si verifica aggiungendo un record TXT nel DNS dal pannello del tuo provider, per esempio Aruba, Register o SiteGround. La proprietà Prefisso URL comprende solo l'indirizzo esatto che inserisci e si può verificare anche con un file, un tag nella pagina o l'account di Google Analytics.
Per un sito aziendale conviene la proprietà Dominio, perché non perde dati se l'indirizzo cambia forma. Chi usa WordPress con Rank Math o Yoast può comunque collegare la proprietà al plugin per vedere alcuni dati nella bacheca. Dopo la verifica, apri Sitemap e invia l'indirizzo della sitemap, che con questi plugin di solito è sitemap_index.xml.
I dati arrivano con due o tre giorni di ritardo e il report sul rendimento conserva 16 mesi di storico. Se il sito è nuovo, possono passare alcuni giorni prima di vedere i primi numeri. Aggiungi come utenti le persone che lavorano al sito, con il livello di accesso che serve a ognuna.
Il report Rendimento
È il report che userai di più. In alto vedi clic, impressioni, percentuale di clic e posizione media, sotto le tabelle per ricerche, pagine, paesi, dispositivi e date. Imposta il periodo sugli ultimi 28 giorni o tre mesi e attiva tutte e quattro le metriche.
| Cosa guardi | Cosa significa | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ricerche tra la posizione 5 e la 20 | Pagine vicine alla prima pagina | Migliorare title, contenuto e link interni di quelle pagine |
| Pagine con molte impressioni e pochi clic | Il risultato non convince chi lo vede | Riscrivere title e meta description |
| Ricerche senza una pagina dedicata | Domande a cui il sito risponde solo di passaggio | Scrivere una pagina o una sezione dedicata |
| Ricerche con il nome dell'attività | Chi ti conosce già e ti cerca | Separarle dalle altre per capire quanto porta la SEO |
| Posizione oltre la 50 | Google vede il sito ma non lo considera rilevante | Di solito lasciar perdere, o lavorarci solo se è un tema centrale |
La posizione è una media su tutte le volte che il sito è comparso, quindi va letta con cautela. Una ricerca con 3 impressioni in posizione 4 dice poco, una con 200 impressioni in posizione 12 dice molto. Ordina sempre per impressioni prima di decidere. Nelle proprietà con abbastanza dati c'è anche un filtro che separa le ricerche con il nome dell'attività dalle altre, utile per capire quanta parte del traffico arriva da chi non ti conosceva.
Per riscrivere i risultati con molte impressioni e pochi clic segui la guida a SEO title e meta description. Ricordati che parte delle ricerche rare non compare nelle tabelle per proteggere la privacy, quindi la somma delle righe è sempre più bassa del totale.
Pagine non indicizzate e Controllo URL
Il report Indicizzazione delle pagine divide le pagine in indicizzate e non indicizzate, con il motivo. Non tutte le pagine escluse sono un problema. Pagine di tag, risultati di ricerca interna, vecchi indirizzi con reindirizzamento e pagine con noindex di solito sono escluse apposta. Diventa un problema quando tra le escluse ci sono articoli o pagine di servizio che vuoi far trovare.
| Stato | Cosa vuol dire | Cosa fare |
|---|---|---|
| Rilevata, ma attualmente non indicizzata | Google conosce l'indirizzo ma non l'ha ancora scansionato | Linkarla da pagine importanti e aspettare |
| Scansionata, ma attualmente non indicizzata | Google l'ha letta e per ora ha scelto di non mostrarla | Rendere il contenuto più utile e diverso dalle altre pagine |
| Esclusa tramite tag noindex | La pagina chiede di non essere indicizzata | Togliere il noindex se la pagina deve comparire |
| Duplicata, Google ha scelto una canonica diversa | Esiste una pagina quasi uguale che Google preferisce | Unire le pagine o differenziarle |
| Non trovata (404) | L'indirizzo non esiste più | Reindirizzare se aveva link o visite, altrimenti lasciare |
Lo strumento Controllo URL, nella barra in alto, mostra lo stato di una singola pagina. Dopo aver pubblicato o modificato una pagina importante, inseriscila e premi Richiedi indicizzazione. C'è un limite giornaliero di richieste, quindi usalo per le pagine che contano e lascia il resto alla sitemap.
Una checklist per ogni pagina. Cinquanta controlli in ordine.
I controlli da fare prima di pubblicare un articolo o una pagina, da title e link fino a immagini e indicizzazione.
Apri la checklistGli altri report utili
Il report Link mostra quali siti ti linkano e verso quali pagine, e quali pagine ricevono più link interni. È utile per capire se le pagine importanti sono collegate bene e per seguire i link che arrivano da altri siti. Il report Core Web Vitals segnala le pagine lente su telefono e computer, e conviene guardarlo dopo un cambio di tema o di plugin.
Le sezioni Sicurezza e Azioni manuali dovrebbero essere sempre vuote. Se compare qualcosa, Search Console manda anche un'email agli utenti della proprietà, ed è la prima cosa da risolvere. Nel grafico del rendimento puoi aggiungere annotazioni con una data, per esempio un nuovo articolo o un cambio di title, così tra qualche mese sai cosa è successo quando i numeri si sono mossi.
La routine di 30 minuti al mese
- Rendimento sugli ultimi 28 giorni confrontati con i 28 precedenti. Annota clic, impressioni e posizione media in un foglio.
- Ricerche ordinate per impressioni. Segna le cinque tra la posizione 5 e la 20 e le pagine che le ricevono.
- Pagine con molte impressioni e percentuale di clic sotto la media del sito. Scegline due a cui riscrivere title e description.
- Ricerche che non hanno una pagina dedicata. Valuta se meritano un articolo o una sezione.
- Indicizzazione delle pagine. Controlla se tra le escluse ci sono pagine importanti e se ci sono errori nuovi.
- Annota nel grafico le modifiche fatte, così il mese dopo puoi vedere l'effetto.
Search Console per un'attività locale
Per un'attività locale Search Console mostra le ricerche fatte sul sito, mentre quelle sulla scheda dell'attività si vedono nel profilo su Google, spiegato nella guida a Google Business Profile. Conviene guardarle insieme. Se le persone cercano un servizio con il nome della città e il sito compare in seconda pagina, una pagina dedicata a quel servizio nella tua zona può fare il salto, come spiega la guida alla SEO locale.
Per vedere come le visite da Google diventano contatti collega Search Console a Google Analytics. Il collegamento tra la scheda dell'attività e Analytics è spiegato nella guida a collegare Google Business Profile a GA4.
Un esempio, uno studio di fisioterapia
Prendiamo come esempio uno studio di fisioterapia in una città di provincia, con un sito di dieci pagine. Nel report Rendimento la pagina sul mal di schiena compare per "fisioterapista mal di schiena" con il nome della città, 180 impressioni al mese in posizione 11 e 2 clic.
La titolare riscrive il title mettendo servizio e città all'inizio, aggiunge alla pagina una sezione con le domande che i pazienti fanno più spesso e un link dalla homepage e dalla pagina dei servizi. Aggiunge un'annotazione nel grafico con la data e richiede l'indicizzazione della pagina con Controllo URL.
Il mese dopo confronta le due finestre di 28 giorni. Se la posizione è salita e i clic sono aumentati, applica lo stesso lavoro alla pagina successiva della lista. Se non è cambiato niente, controlla che la pagina sia stata scansionata di nuovo e lascia passare un altro mese prima di intervenire ancora.
Gli errori più comuni
Il primo è guardare solo la posizione media del sito, che mescola ricerche diverse e cambia per motivi che non dipendono da te. Il secondo è inseguire ricerche in posizione 60 o 80, dove servirebbe molto lavoro per pochi risultati. Il terzo è richiedere l'indicizzazione di tutte le pagine ogni volta, invece di sistemare i link interni e la sitemap.
Altri errori riguardano i tempi. Cambiare title e contenuti ogni settimana non lascia a Google il tempo di rileggere la pagina e a te il tempo di vedere l'effetto. Meglio una modifica alla volta, segnata con la data, e un controllo dopo quattro settimane.
Domande frequenti
Google Search Console è gratuita?
Sì, Search Console è gratuita. Serve un account Google e la verifica che il sito sia tuo, per esempio con un record DNS o con un tag nella pagina.
Qual è la differenza tra Search Console e Google Analytics?
Search Console mostra cosa succede prima del clic, cioè le ricerche in cui il sito compare, le posizioni e i clic. Google Analytics mostra cosa succede dopo, cioè quali pagine visitano le persone e se ti contattano. Conviene usarle insieme.
Ogni quanto vanno guardati i dati?
Per una piccola impresa basta una volta al mese, confrontando gli ultimi 28 giorni con i 28 precedenti. In più conviene usare Controllo URL ogni volta che pubblichi o modifichi una pagina importante.
Perché una pagina risulta scansionata ma non indicizzata?
Google l'ha letta e per ora ha deciso di non mostrarla, spesso perché la considera poco utile o troppo simile ad altre pagine. Conviene renderla più completa e diversa e linkarla dalle pagine più importanti del sito.
Quanto tempo serve per vedere i dati?
I dati arrivano di solito con due o tre giorni di ritardo, e un sito appena aggiunto può impiegare alcuni giorni per mostrare i primi numeri. Il report sul rendimento conserva 16 mesi di storico.
Da dove partire
Oggi verifica che il sito sia in Search Console come proprietà Dominio e che la sitemap sia stata letta. Poi apri il report Rendimento, ordina le ricerche per impressioni e scegli le prime cinque tra la posizione 5 e la 20. Per capire su quale area del marketing lavorare dopo, il test gratuito ti aiuta a trovare la priorità.
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Cinque domande per capire su quale area lavorare adesso, in base al tuo obiettivo e al tempo che hai. Non serve lasciare l'email.
Fai il testFonti
- Guida di Search Console, Informazioni sui dati di Search Console
- Search Engine Land, Il filtro per le ricerche con il nome del brand
- Search Engine Roundtable, Le annotazioni nel report sul rendimento
Matteo Laudani lavora nel digital marketing dal 2015. È stato responsabile Ads in agenzia e oggi è consulente di lead generation B2B e B2C e formatore, con oltre 4.000 ore di formazione e più di 200 persone formate. Su StrategicamenteHub scrive guide pratiche per aiutare piccole imprese e professionisti a capire cosa fare prima, cosa rimandare e cosa ignorare.
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